Referenti Parrocchiali
 

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Arcipreti Parroci di San Pietro Apostolo in Patrica.

1. Don DOMENICO VALLE (1606 - 1612)

2. Don LEONARDO NOCE (1612 - 1637)  

3. Don GIOVANNI MARIA di PIETRO FRANCESCO (1637 - 1660)

4. Don MARCO AURELIO FELLUCA (1660 - 1688)

patrica_di_notte.jpgStoria.
L’origine del toponimo risalirebbe al termine latino patricium forse per la presenza di ville patrizie romane. Sul territorio si sono trovate anche tracce di una antichissima bonifica idraulica e di una necropoli. Comunque, il nome Patrica viene menzionato per la prima volta nell’anno 817 d. C., quando Ludovico I il Pio, figlio di Carlo Magno, con un documento noto come Pactum Hludovicianum conferma al Papa Pasquale I il possesso dei domini della Chiesa, tra cui il “Castrum Patriciae cum terre et Cacumine”.
I territori di Patrica nel Medioevo appartennero alla nobile famiglia Conti (la denominazione originaria era Comitibus de Cicano, volgarmente detta anche da Ceccano), che deteneva la signoria della Contea di Ceccano. Il suo capostipite è forse da ricercarsi in uno degli Arimanni che accompagnarono Astolfo nel nella seconda metà del VIII sec. alla conquista dell’estremo lembo a nord di Montecassino e vi rimase col suo nucleo famigliare e i suoi cavalieri arroccandosi sulle alture dei monti dai quali si comandava il passaggio sul ponte del fiume Sacco e la strada che per la Valle dell’Amaseno portava al mare. Il potere politico di questa famiglia si consolidò tra il IX e il X sec. quando le incursioni saracene svuotarono le valli spingendo le popolazioni rurali dei villaggi a cercar riparo sulle alture, attorno alle rocche fortificate e dando origine a quel processo d’incastellamento che dette vita ad una nuova unità politica: il feudalesimo.
Al principio dell’anno Mille i territori di Patrica appartennero ad Amato da Ceccano, figlio di Leone. Amato fu conte di Campagna, ovvero rettore papale di questa provincia. Nei primi anni del XII sec. Patrica era parte della Contea di Ceccano, retta collegialmente dai conti Goffredo, Landolfo e Rainaldo di Ceccano sotto la direzione del primogenito. Alla morte di Landolfo nel Maggio 1182 gli succedette Iohannes de Cicano (Giovanni Conti da Ceccano) il quale nel 1202 prestò giuramento nella Sala del Trono del Palazzo Pontificio di Anagni innanzi al Pontefice Innocenzo III (al secolo Lotario de’Conti di Segni, cugino del conte Giovanni). Alla morte di Giovanni la Terra di Patrica andò in eredità al figlio Landolfo, come dimostrato dal testamento del conte Giovanni, documento datato 5 aprile 1224.
Nel 1264 il feudo di Patrica andò alla moglie di Landolfo, una certa Maccalona, la quale morendo nel 1291 lasciò il Feudo per successione ereditaria al ramo della Famiglia Conti detto “degli Annibaldeschi” o semplicemente Annibaldi (della Molara); nel 1425 papa Martino V conferma il dominio delle terre di Patrica ai Signori di Ceccano; nel 1445 il feudo venne ancora riconfermato alla potente famiglia.
Nel 1599 Lottario Conti cedette per la somma di 31 857 scudi il Feudo al marchese Tarquinio Santacroce. A causa dei numerosi debiti da questi contratti, suo figlio Francesco cedette il Feudo a Don Filippo Colonna con atto datato 28 Luglio 1625. 
Nel 1759 Federico Colonna riconobbe particolari esenzioni, privilegi e prerogative al conte Niccola Spezza della Terra di Patrica. Il valore legale di quest’atto è sintomatico dei rapporti che legarono i due casati, soprattutto per ciò che riguardava l’indiscussa ingerenza degli Spezza nella politica cittadina e le competenze dell’una e dell’altra famiglia nell’amministrazione del territorio.
Nel 1762 Don Lorenzo Colonna cedette la Rocca e parte delle terre feudali di Patrica a Nicola Spezza. Nel 1816, in seguito all’abolizione dei poteri feudali, Patrica venne a dipendere direttamente dalla Camera Apostolica (organo amministrativo dello Stato Pontificio).
Nel 1870 entrò a far parte del Regno d’Italia.

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